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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

Riflessioni ed
approfondimenti di
ANALISI TECNICA

A proposito di RSI

Come la maggior parte degli indicatori calcolati sul prezzo, anche l'RSI misura il momentum, ma con un certo anticipo.




Cari Lettori,

l'indicatore RSI o
Relative Strength Index è uno degli oscillatori di analisi tecnica maggiormente utilizzati da operatori e trader.

La sua formula canonica prevede che si calcoli il rapporto tra la media delle chiusure al rialzo e la media delle chiusure al ribasso degli ultimi 14 periodi. Il risultato di questo computo viene successivamente rielaborato per ottenere un indicatore il cui valore oscilli tra 100 (massima forza del trend rialzista) e 0 (minima forza del trend rialzista o, egualmente, massima forza del trend ribassista).

L'oscillatore viene utilizzato per lo più come indicatore di possibile e imminente inversione di tendenza. Infatti, quando l'RSI supera il valore di
70 (raggiungendo la zona convenzionalmente considerata di ipercomprato, ovvero di rialzo che corre troppo velocemente) e tende poi a ripiegare, fornisce l'allarme di prossima inversione di direzione. Il segnale contrario arriva quando l'indicatore raggiunge e supera il valore di 30 (zona di ipervenduto) e poi risale. In questo caso l'allarme è su di un possibile cambio di direzione da ribassista a rialzista.

Nel grafico successivo, che rappresenta l'andamento del Dow Jones, è possibile riscontrare l'effettivo anticipo con cui l'RSI ha segnalato il potenziale ribassista durante la scorsa primavera e la tempestività con cui è stato indicato un possibile rialzo durante l'estate.





Si nota però che, nel periodo luglio-settembre 2009, l'RSI ha più volte indicato un potenziale di fine rialzo senza che quest'ultimo si verificasse effettivamente. Chiaramente, una cosa è segnalare l'esistenza di un potenziale avvenimento, un'altra è anticiparlo con certezza. Non bisogna attendersi troppa precisione da un indicatore di analisi tecnica, se non si vuole esserne delusi prima o poi.

L'obiettivo di questo articolo non è tuttavia quello di spiegare le regole di funzionamento e di lettura dell'RSI. Per tale funzione è disponibile un'ampia pubblicistica, gratuita o a pagamento. Lo scopo di questo saggio è di fornire una nuova chiave di lettura che ci agevoli nel comprenderne a fondo i limiti e le potenzialità.

Per farlo tracciamo un nuovo grafico in cui inseriamo all'interno del tracciato dei prezzi, la loro media mobile a 14 periodi e al di sopra di essi costruiamo un indicatore calcolato come differenza tra il prezzo di chiusura e la stessa media mobile a 14 periodi.








Cosa rappresenta un indicatore del genere?
Semplicemente uno dei tanti modi in cui è possibile calcolare il
momentum, ovvero la velocità o volatilità o forza con cui il prezzo si muove e la direzione in cui avviene il movimento.

La linea verticale che attraversa questo indicatore rappresenta lo zero e dunque evidenzia il momento di passaggio da un momentum positivo ad un momentum negativo. Anche un indicatore del genere tende ad invertire la sua tendenza quando essa raggiunge i massimi e soprattutto, pur non essendo
normalizzato (non è concepito per raggiungere valori massimi e minimi ben circoscritti, ad esempio 0 e 100) tende a non andare mai oltre una certa distanza dal proprio valore zero.

Questo ci indica che:

1) La volatilità e la direzione sono cicliche, cioè tendono ad invertire il loro cammino con una certa regolarità.

2) La loro estensione è limitata anche quando vengono calcolate senza imporre loro dei vincoli, per il semplice fatto che il prezzo trascina dietro di sé la sua stessa media e dunque non può allontanarsi troppo da essa.

Non si tratta, dunque, di una scoperta straordinaria. Semmai si tratta di una riflessione utile a comprendere meglio, con l'ausilio della matematica, quanto già intuito.

A questo punto, è indispensabile rilevare l'incredibile somiglianza esistente tra questa formula di calcolo del Momentum e l'RSI.

Per dimostrarlo meglio, tracciamo un nuovo grafico del Dow Jones in cui disegniamo, nell'area grigia, un nostro indicatore di momentum con sovrapposto l'indicatore RSI.





La somiglianza tra i due indicatori, nonostante siano calcolati con due metodologie differenti, è davvero impressionante.

Ma non vi è da stupirsi poiché, come già dimostrato in un precedente articolo di Analisi Tecnica e nel mio libro "Il meglio di Tecnical Analysis of Stocks & Commodities", tutti gli indicatori di analisi tecnica misuranti il movimento del prezzo (qualunque sia la loro formula) tendono sempre ad assumere un andamento fortemente simile a quello del
momentum, che è il loro generatore. Come dire: la volatilità comanda!

Giusto per verificare che tale regola vale sempre, effettuiamo lo stesso confronto anche sull'indice S&P500.







Il risultato è ancora una volta una somiglianza notevole tra i due indicatori.

In questo caso però, notiamo qualche piccola discrasia, non particolarmente importante, ma comunque significativa.

Ci soffermiamo su quella di maggio-giugno, indicata dalle due frecce sui prezzi e sugli indicatori. In tale zona del grafico, si nota come l'RSI ha anticipato una ripresa verificatasi solo successivamente. Diversamente, l'andamento del momentum è stato meno anticipatore, ma più fedele.

Lungi dall'essere un difetto, questa differenza deriva
dalla capacità dell'RSI di fornire un'informazione aggiuntiva se esso viene letto in contemporanea alla differenza tra il prezzo e la media mobile calcolata sulla stessa lunghezza dell'RSI.

Il segnale di potenziale di inversione che arriva dall'RSI deve essere confermato da un riavvicinamento del prezzo alla sua media mobile. Semplice ed inconfondibile.

Detto questo, andiamo quindi a trarre le conclusioni finali del nostro studio.

1) L'RSI è un ottimo indicatore di momentum.

2) L'RSI non è solo il frutto di una geniale intuizione di
Welles Wilder, ma poggia su solide basi statistiche.

3) L'RSI non dà indicazioni diverse rispetto a quelle che può fornire il confronto tra un prezzo e la sua media mobile, purché RSI e media mobile siano calcolati con lo stesso numero di dati.

Quest'ultima considerazione ci spinge a rompere gli schemi ed ad utilizzare un
RSI calcolato sullo stesso orizzonte temporale sul quale computiamo la media mobile (l'unica o la più importante) del nostro grafico.

Così la tendenza dell'RSI ad esasperare le variazioni iniziali di momentum, diventa per noi la vera informazione aggiuntiva e ci consente di proteggere meglio i profitti, soprattutto nei fast market, ovvero i periodi in cui la
volatilità è massima.










Massimo Intropido
















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