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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

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Un utilizzo atipico delle BANDE DI BOLLINGER.



Cari Lettori,

credo che vi siano ben pochi analisti tecnici che, spinti dalla curiosità, almeno una volta nella vita non abbiano provato ad utilizzare gli indicatori canonici di questa dottrina, in una maniera un po' diversa dal solito, per cercare di mettere a punto nuove tecniche, o semplicemente, per il gusto di scoprire i risultati dell'esperimento.

Per gli americani questo modo di procedere è abbastanza comune. Infatti, quando le tecniche tradizionali non portano alla soluzione del problema, il consiglio che essi danno è semplicemente:"…try something different!". Ed in effetti, anche in altre discipline scientifiche, spesso le soluzioni geniali sono arrivate in maniera un po' strana e comunque assai diversa dai metodi utilizzati fino a quel momento. Ciò che sto per esporre non pretende di essere una soluzione definitiva ad un problema, ma un semplice invito a tutti coloro che possono averne un interesse o un'utilità, a sperimentare utilizzi atipici degli strumenti dell'analisi tecnica di cui hanno maggiore padronanza.

Da esperienze simili, spesso possono derivare delle interessante idee. Non propongo, però, di effettuare dei tentativi a caso. Chi è esperto di progettazione di trading system sa benissimo come spesso si trovi una soluzione solo apparente, che in realtà, è del tutto inefficace nel lungo periodo, semplicemente perché si adatta casualmente al campione di dati su cui è stata studiata. Diverso è invece l'atteggiamento di chi lavora, anche in maniera fantasiosa, su parametri di cui conosce la funzione ed il comportamento.

Dopo questa premessa, proviamo ad utilizzare in maniera atipica uno strumento di cui è ben nota l'efficacia, ovvero le Bande di Bollinger.
Questo ben noto indicatore è costituito da due medie mobili modificate sommando ad una di esse e sottraendo all'altra la volatilità. Normalmente quest'indicatore viene utilizzato per individuare direttamente nel grafico dei prezzi, i segnali di acquisto o di vendita contro tendenza, ad alto rapporto rendimento-rischio.
Ma prima di manipolare questo geniale indicatore, vediamo di definire il problema. È noto a tutti quale sia il più cronico difetto delle medie mobili, quando vengono utilizzate come metodo di trading. In un precedente articolo, ho spiegato che quando non vi è una tendenza ben definita, esse si infilano in mezzo ai prezzi e vengono attraversate continuamente ed inutilmente da questi ultimi, generando così una pletora di falsi segnali operativi.

È risaputo che, aumentando il numero di dati su quella media mobile (in gergo tecnico "rallentandola") essa tende a stare più lontana dai prezzi, poiché diventa più tardiva nel seguire le tendenze e dunque anche le correzioni di queste ultime. Pertanto il numero di falsi segnali diminuisce di conseguenza. Tuttavia anche su una media mobile molto lunga, come quella a 200 giorni che abbiamo calcolato nel seguente grafico esemplicativo, riguardante l'indice Dow Jones, si verificano due problemi assai "costosi" in termine di risultati quando si tratta di passare dalla semplice analisi tecnica al trading.

Possiamo infatti osservare che, durante le fasi di mancanza di trend la media viene attraversata troppo facilmente dai prezzi generando falsi segnali operativi. Ciò è riscontrabile nel grafico all’interno delle zone che abbiamo evidenziato con i rettangoli.








Durante i periodi di rapida correzione del prezzo, come in quello a cui abbiamo assistito tra maggio e luglio di quest'anno e che nel grafico abbiamo indicato con il triangolo, la media può risentire ancora della tendenza precedente e dunque muoversi in maniera opposta al trend. Pertanto durante queste fasi (per fortuna piuttosto rare) essa funziona malissimo da stop loss.

Proviamo ora a simulare effettivamente un'operatività di trading che sia di tipo
stop and reverse, cioè sempre posizionata sul mercato: o al rialzo, o al ribasso. Si potrebbe certamente costruire uno strumento più efficiente, cercando di stabilire dei momenti in cui tutto sommato è meglio restare fuori dal mercato. Tuttavia, la strategia stop and reverse, proprio perché è poco sofisticata, esaspera meglio i difetti del trading effettuato, seguendo le medie mobili e dunque calza a pennello per il nostro esperimento. Simulando un'operatività che inizi nel 2001 e che si concluda in questi giorni, il risultato non è particolarmente ecclatante, genera infatti in otto anni un profitto complessivo pari a 3.704 punti, frutto di 61 operazioni, di cui 8 positive (che hanno generato un profitto medio di circa 1.033 punti) e ben 53 negative (che sono costate mediamente 122 punti ciascuna). Il grafico che rappresenta l'andamento della equity line è rappresentato qui sotto.










Si può notare come il risultato di questa strategia derivi soprattutto dalla crisi degli ultimi anni, diversamente, sarebbe riuscita a perdere denaro nonostante il Dow Jones abbia messo a segno un lungo (anche se non sempre chiarissimo) rialzo che gli ha consentito di segnare moltissimi record storici consecutivi fino al 2007. Il problema, lo si nota facilmente studiando l'andamento della equity line, è l'incidenza di tutti i falsi segnali che si generano quando il trend è assente o non sufficientemente chiaro.

Come possiamo tentare di migliorare la situazione mediante l'utilizzo delle Bande di Bollinger?

Si tratta di utilizzarle per introdurre un filtro sulla media mobile a 200 giorni. I più esperti nella progettazione di trading system potrebbero obiettare che in realtà la cosa migliore da fare sarebbe quella di filtrare i prezzi, non la media, la quale di per sé rappresenta già un filtro. Tuttavia lo scopo di quest'articolo è semplicemente quello di mostrare un metodo originale per stimolare la ricerca di soluzioni non convenzionali e, dato che le bande di Bollinger sono medie mobili modificate, preferiamo lavorare modificando l’indicatore e non il prezzo.

Cerchiamo dunque di adattare la media mobile alla volatilità del mercato. Pertanto utilizziamo una coppia di bande di Bollinger calcolate non alla distanza canonica di due volte la volatilità, perché non devono funzionare come zone di contenimento. Esse semplicemente devono trasformare la media centrale in una banda da cui il prezzo deve fuoriuscire per essere considerato in trend. Pertanto, come mostriamo nel grafico successivo, calcoliamo le bande sommando e sottraendo alla media centrale una distanza pari a 0,3 volte la volatilità.









L'indicatore che otteniamo, è rappresentato nel grafico dei prezzi, ed il risultato è decisamente migliore. La strategia permane di tipo
stop and reverse: siamo rialzisti quando il prezzo supera la banda superiore e ribassisti quando penetra sotto la barba inferiore. Si noti come abbiamo totalmente stravolto il metodo di utilizzo delle bande, trasformandole da strumento di trading controtrend, a strumento trend follower. Tutto ciò può essere effettuato lavorando proprio sul ampiezza delle bande. Ebbene, anche una strategia inizialmente così rudimentale come quella stop and reverse, grazie a questo nuovo indicatore produce dei risultati nettamente migliori. Infatti il profitto complessivo sale a 5.638 punti, che sono il frutto di 4 operazioni vincenti (le quali generano mediamente 2.037 punti) e 17 operazioni perdenti (che costano ciascuna 245 punti in media).

Il nuovo strumento funziona. Perché? Per due motivi. Innanzitutto riduce il numero complessivo di operazioni da 53 a 21, riducendo in proporzione anche i falsi segnali (ed i relativi costi). Ma questo non è l'unico vantaggio. In realtà esso migliora notevolmente anche il cosiddetto
hit rate, ovvero la percentuale di operazioni vincenti, che sale da circa il 15% ad un più accettabile 23,53%.

Va detto, per onestà intellettuale, che un trading system che filtrasse il prezzo, anziché la media mobile (operazione molto più sensata da un punto di vista statistico) otterrebbe un risultato ancora migliore. Ad esempio, una strategia stop and reverse che utilizzasse non l'incrocio tra il prezzo e la media mobile, ma quello tra la media a 10 periodi e quella ad 80 periodi, guadagnerebbe quasi 8.000 punti con 9 operazioni vincenti e 23 perdenti.

Dunque perché noi abbiamo utilizzato questa tecnica così poco ortodossa? Semplicemente per incoraggiare i Lettori ad effettuare esperimenti creativi, ma al tempo stesso anche per stimolarli a riflettere, prima di modificare sensibilmente i parametri canonici degli indicatori di analisi tecnica. A volte può facilmente accadere che si arrivi a stravolgere così tanto lo strumento, da esserne poi ingannati. Quando si apportano modifiche radicali alle tecnologie preesistenti, occorre farlo partendo da un'idea che nasca dalla piena consapevolezza delle caratteristiche e delle potenzialità di ciò che si va a manipolare. Ben venga dunque la creatività nella nostra materia, a patto però che essa sia pienamente consapevole.





Massimo Intropido













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