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Riflessioni ed approfondimenti di ANALISI TECNICA

Analisi Tecnica

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IL TREND: la via dell'analisi tecnica


Cari Lettori,

l’articolo che state per leggere potrà forse sembrarvi di tipo introduttivo, pensato per chi non ha mai studiato nulla di Analisi Tecnica. In realtà esso rappresenta l’analisi tecnica pura, ovvero i principi di base su cui si fonda tutta la materia. Queste basi sfruttano gli insegnamenti originali del suo fondatore, ovvero Charles Dow, giornalista ed economista che l’ha delineata a cavallo del 20° secolo. Lo scopo dell’analisi tecnica è uno solo: lo studio della tendenza, per fare previsioni da applicare al trading.

La tendenza, ahimè, è un carattere assai difficile da studiare, perché, almeno nei mercati finanziari, non è mai ben chiaramente definibile, ma presenta piuttosto un andamento incerto e travagliato, molto spesso ingannevole e, vedremo più avanti, quando diventa troppo evidente inizia ad essere pericolosa. La fortuna dell’analista è che i prezzi, nel loro andamento multiforme, disegnano figure la cui impostazione può essere indicativa.

Le figure più semplici ed indicative per definire la tendenza sono i massimi e i minimi. Dal grafico che segue :




è facile desumere che il trend rialzista della figura di sinistra è definito da massimi e minimi via via maggiori l’uno rispetto all’altro, nella figura di centro il trend ribassista è evidenziato da massimi e minimi decrescenti, mentre nell’ultima figura a destra incontriamo il cosiddetto
sideways o choppy market, il cosiddetto mercato laterale, quello in cui non si formano sostanzialmente nuovi massimi e nuovi minimi, ma si ha un andamento abbastanza ripetitivo e quindi prevedibile del mercato.

Da questa osservazione possiamo definire 3 tra le più importanti regole fondamentali dell’analisi tecnica e cioè che:
• minimi crescenti indicano una tendenza rialzista;
• massimi decrescenti indicano una tendenza ribassista;
• massimi sostanzialmente costanti indicano una tendenza laterale;


Se congiungiamo con delle linee questi massimi per il mercato ribassista e minimi per quello rialzista otteniamo le cosiddette trendlines o linee di tendenza che, oltre ad identificare i trend, sono importanti perché le loro eventuali perforazioni da parte del mercato indicano un cambiamento di tendenza.

Ciò spiega il motivo per il quale le trendline si disegnano utilizzando i minimi per le tendenze rialziste ed i massimi per quelle ribassiste. Infatti se vengono disegnate in questo modo esse funzionano da
supporti per i mercati in rialzo e da resistenze per quelli in ribasso. Abbiamo introdotto due concetti nuovi, supporto e resistenza. Vediamo allora di capire esattamente di cosa si tratta.

I
minimi sono punti in cui il mercato ha rimbalzato. Perché lo ha fatto? Perché a quel prezzo i compratori hanno iniziato a trovare interessante il prezzo ed hanno iniziato ad acquistare. Questi acquisti hanno spinto all’insù il prezzo di mercato e ciò ha destato l’interesse di altri compratori che, con i loro acquisti, hanno spinto ancora più su il prezzo ecc. Quindi il prezzo minimo, quello che ha scatenato il rimbalzo, ha sostenuto il mercato proprio come un supporto sostiene un oggetto.

Ed una resistenza? In questo caso il mercato sale in continuazione, poi, in corrispondenza di un certo livello di prezzo che costituirà il
massimo, i compratori, sia perchè non disposti a pagare più di quel prezzo, sia perchè quel livello di prezzo ha portato in utile gli acquisti effettuati in precedenza (alimentando la loro voglia di vendere) decideranno di vendere, il prezzo quindi inizia a scendere attirando altre vendite che lo spingono ancor più giù ecc.

In questo caso il massimo ha agito come resistenza ostacolando il mercato. Se rappresentiamo questi ragionamenti con un grafico, il quadro diventa più palese:




Osservando il grafico viene spontaneo pensare che in un rialzo il mercato sfonda un massimo dopo l’altro, mentre in una fase ribassista il mercato schianta una resistenza dopo l’altra. A parte la dizione un po’ retorica (ma i rialzi ed i ribassi di Borsa, specie se violenti, si vivono molto pittorescamente, con tifo calcistico quando i propri titoli salgono e disperazione leopardiana quando si perdono soldi), si nota come un movimento di Borsa, tranne quando vengono segnati nuovi massimi o minimi storici, presenta sempre dei livelli di prezzo che sono particolarmente significativi per verificare la forza del trend.

Tali livelli sono proprio i supporti e le resistenze. Un concetto importante da ricordare e che quando i supporti non cedono in un mercato orso e le resistenze non vengono oltrepassate in un mercato toro, va prestata la massima attenzione al trend, poiché vi è una un'alta probabilità che esso stia per cambiare.

Seguendo quanto rappresentato nel grafico di seguito:




si nota quale sia il valore segnaletico della tenuta di una resistenza e di un supporto. Essi indicano infatti l’inizio di una fase di congestione nella quale il movimento di prezzo si arresta e non riesce a prendere una nuova direzione o a continuare quella precedente.

Ciò può indicare l’inizio di un’inversione ed in in tali situazioni, i trader più scaltri, si allertano ed alcune volte alleggeriscono le loro posizioni per non essere colti a sorpresa nel caso di inversione del trend.

A questo punto sorge una domanda: una trendline può essere considerata un supporto dal momento che viene tracciata usando i minimi (rialzo) o i massimi (ribasso)? Altroché! Una trendline non è nient’altro che un supporto od una resistenza dinamica, in quanto il suo livello varia ogni giorno, mentre un singolo massimo o minimo è una resistenza od un supporto statico, cioè nel tempo presenta sempre lo stesso valore. Un nuovo grafico chiarisce il concetto.

Osservando il grafico



Un supporto dinamico è “più tecnico” di uno statico, poiché quest’ultimo è un semplice prezzo che tutti possono ricordare, mentre il primo nasce da un’analisi grafica (il tracciamento di una trendline rialzista) che necessita un minimo di conoscenze tecniche per essere effettuato.

Domanda conseguente: una volta che supporti e resistenze vengono superati perdono di valore? Niente affatto! Anzi si trasformano l’uno nell’altra, vale a dire (ed è un’altra regola fondamentale dell’analisi tecnica) una volta rotto un supporto diventa resistenza e viceversa. Cerchiamo di capire come ciò avvenga osservando il grafico di seguito. Supponiamo che un certo titolo non abbia mai superato il prezzo indicato nel grafico con
P




Avendo il titolo in portafoglio, ci domandiamo a quale prezzo dovremo pensare di vendere. Senz'altro dalle parti di P, perché l’esperienza ci ha insegnato che oltre tale livello il prezzo non sale. Allora vendiamo convinti di aver fatto un grande affare! Peccato che questa volta il prezzo sale oltre (c’è poco da ridere, succede spesso!), mentre ci mangiamo le mani per la rabbia il prezzo si posiziona al livello
Q e poi riscende.

Pregustando la rivincita, aspettiamo che il prezzo scenda un po’ per riacquistare il titolo. Domanda: fin dove a senso aspettare? Risposta: nuovamente fino a P, perché, indipendentemente dalla scaramanzia, P è un prezzo che ha invertito la tendenza di mercato per ben due volte e, quando è stato superato, ha indotto nuovo interesse ed ottimismo per arrivare fino a Q.

Quindi P è un prezzo che funziona da spartiacque, nel senso che prima il mercato non riusciva a superarlo e dunque P funzionava da barriera (
resistenza), poi il suo superamento ha dato energia al mercato, perché ha indicato agli operatori che qualcosa era cambiato. Infatti essi ora pensano che il livello di prezzo P, in corrispondenza del quale è nato nuovo ottimismo, potrebbe suscitarlo nuovamente e perciò è lecito trattarlo come supporto, cioè come prezzo in corrispondenza del quale può verificarsi un rimbalzo.

Allora riacquisteremo dalle parti di P e aspetteremo a vendere dalle parti di Q. Se, dopo aver acquistato il prezzo scendesse nuovamente al di sotto di P dovremmo vendere anche se in perdita (stop loss) per evitare di vedere il prezzo scendere fino ad
O con il titolo in portafoglio (dopo di che ciascuno è libero di esprimere la propria rabbia come meglio crede).

Ecco dunque a cosa servono supporti e resistenze. Sono simili a delle "pietre miliari" disposte lungo una strada per consentire l’orientamento, in questo caso dell’analista tecnico e del trader.




Massimo Intropido












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