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L'OPINIONE di Massimo Intropido

L'OPINIONE di MASSIMO INTROPIDO

Se il buon giorno si vede dal mattino....

L’anno nuovo inizia subito con una settimana densa di importanti dati macroeconomici, soprattutto sull’occupazione ed entro una decina di giorni, arriveranno le nuove trimestrali made in USA.

Milano, 08 Gennaio 2010.


Cari Lettori,
gli addetti ai lavori sanno che l’andamento di gennaio delle Borse anticipa quello di tutto l’anno.

Come fa notare lo Stock Trader’s Almanac, questa regola non è stata rispettata in soli 6 casi negli ultimi 58 anni, quindi possiamo dire che è valida pressappoco al 90%, il che statisticamente rappresenta una buona affidabilità. Perché ciò accade? Probabilmente per motivi di bilancio, poiché a dicembre (mese non altrettanto solido dal punto di vista statistico) si tende ad operare il cosiddetto
window dressing, ovvero si sistemano i bilanci liquidando l’eccesso di investimenti. Poi, naturalmente, a gennaio bisogna ricomprare i titoli e ciò avviene abbastanza rapidamente.

L’andamento di queste giornate sui mercati azionari sembra rispettare tale regola e fa presagire (facendo i dovuti scongiuri!) un buon inizio di 2010. Lo scorso anno le Borse si burlarono un po’ di noi, muovendosi al rialzo nelle primissime sedute di gennaio e poi toccando i paurosi minimi di marzo. Però l’anno 2009 si è concluso con un bilancio molto positivo, anche se la seconda metà di gennaio non andò bene.

Il 2010 da un punto di vista fondamentale si presenta come un anno un po’ più normale, nel senso che il tema dominante dovrebbe essere il proseguo della ripresa per le principali economie e, si spera, l'avanzamento delle Borse.
Mancano all’appello, per così dire,
l’occupazione (che ancora soffre molto), i tassi di interesse (per ora vengono mantenuti al minimo, segno che il pericolo non è ancora del tutto passato) ed, in parte, l’inflazione (soprattutto su base annua) ancora troppo bassa per non segnalare una situazione di profonda difficoltà nelle vendite di molte aziende.

Tuttavia questi tre importantissimi indicatori potrebbero tornare a dare indicazioni positive
entro il primo semestre di quest’anno, completando dunque un quadro che deve per forza di cose migliorare, per lasciarsi alle spalle la più grossa crisi finanziaria da circa un secolo a questa parte.

Questa settimana si preannuncia fin da subito densa di dati macroeconomici importanti.
In
Europa saranno Infatti diffuse le statistiche riguardanti la fiducia nell’economia, gli ordini all’industria, i prezzi alla produzione, le vendite al dettaglio, l’occupazione ed il prodotto interno lordo. Negli Stati Uniti arriveranno i dati relativi alla fiducia dei manager commerciali, agli ordinativi dell’industria e, soprattutto, i dati aggregati riguardanti il mercato del lavoro. Proprio quest’ultimo dato rischia di essere il più rilevante ed importante della settimana, uno dei più critici di tutto il primo trimestre.

Infatti ci si attende che la distruzione netta di posti di lavoro (cioè la somma tra le assunzioni ed i licenziamenti) dell’industria americana praticamente
si azzeri dopo ben 23 mesi consecutivi di emorragia occupazionale. Se arrivassero buone notizie in tal senso, mancherebbero davvero pochissimi mesi all’inizio della ripresa dei tassi di interesse negli Stati Uniti (e forse anche in Europa).

A quel punto la ripresa economica sarebbe ufficialmente iniziata (in ultima analisi i dati macroeconomici più importanti non sono la produzione industriale ed il prodotto interno lordo, ma il reddito medio ed il numero di persone che lo percepiscono).

Pochissimi giorni dopo, vale a dire l’11 gennaio, Alcoa aprirà "le danze" della nuova stagione di trimestrali aziendali.
Il 14 arriveranno anche i dati di Intel, il 15 quelli di JP Morgan. Insomma, l’indecisione pare destinata a durare poco in questo 2010, che dovrebbe essere per l’economia quello che il 2009 è stato per le Borse, ovvero l’anno della riscossa.

Vietato sbagliare, sia in economia, sia negli investimenti finanziari.

E come sempre, proficuo trading a tutti.




Massimo Intropido







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